Creo un nuovo topic così da avere di là le vostre domande (sicuramente a qualcosa dimenticherò di rispondere, quindi continuate a porre le questioni che vi interessano di là).
Innanzitutto: STORIA DEL DOMINIO IN BREVE (evito questioni lunghe e tediose che non hanno alla fine avuto rilevanza ai fini del gioco)
Il Principato di Verona e Brescia fu a suo tempo sotto il governo di Adelchi, Anziano del Clan Brujah, che prese la praxis attorno all’anno 1000. Durante il suo regno egli riuscì a fasi alterne a conquistare vari territori limitrofi, ma non erano conquiste durature, per via delle numerose lotte con gli altri Cainiti. Nel 1163, infatti, perse Brescia a favore di un Ventrue, e non riuscì più a conquistarla. Nel 1328 abbracciò Cangrande della Scala, e da allora riuscì ad allargare il proprio Dominio su Vicenza, Feltre, Belluno, Padova e Treviso, e poi anche su Brescia, Parma e Lucca. Contro l’egemonia di questo principato Brujah, che in pochi anni si era allargato a dismisura nell’Italia centrosettentrionale si unirono i Domini di Milano, Venezia e Firenze che ridussero (1337 – 39) i possedimenti di Adelchi alle sole Verona e Vicenza. Dal 1387, però, cominciò per il Dominio un periodo di forte turbolenza, affrontato con molta durezza da Adelchi. Nel 1400 Cangrande morì, e il suo Sire andò in torpore da lì a poco, in un luogo non ben precisato sull'Altopiano di Asiago. Il Dominio venne ora preso da Maria Caterina dei Maltraversi, Ancilla Anziana del Clan Ventrue, che lo dichiarò Dominio Imperiale. Nel 1404 – 05, prima Vicenza e poi Verona passarono sotto il controllo della Repubblica di Venezia, ma la Principessa mantenne il suo Dominio, continuando a governare con pugno di ferro. Il suo regno durò più o meno indisturbato fino alla rivolta anarchica; ne uscì tutto sommato bene, e la Principessa fu una delle promotrici della nascita della Camarilla e dell’adozione della Masquerade contro il pericolo dell’Inquisizione. Nel 1538 Gian Giorgio Trissino, Ancilla del Clan Toreador abbracciò Andrea di Pietro della Gondola, detto Andrea Palladio, e nel 1629 dopo che Maria Caterina dei Maltraversi scomparve misteriosamente (diablerizzata dallo stesso Palladio), prese la praxis del Dominio Imperiale.
Quando prese piede Napoleone, scoppiarono forti disordini anche in Italia, come nell’aprile del 1797 a Verona (Pasque veronesi); questi moti rivoluzionari offrirono a Napoleone il pretesto per un intervento a danno di Venezia. Nell’ottobre 1797, con la pace di Campoformio, la Repubblica Veneta cadde, con il conseguente indebolimento del Clan Giovanni, da sempre molto forte nel Dominio di Verona e Vicenza. Dopo la sconfitta di Waterloo e il congresso di Vienna, Lombardia e Veneto si unirono sotto il dominio austriaco, e quindi , indirettamente, Tremere. Tutti i Giovanni lasciarono il Dominio, anche perché lo strapotere del Clan della Casa non era più nemmeno bilanciato da Gian Giorgio Trissino, morto in quello stesso anno per mano di un licantropo. Prese allora la praxis suo figlio, Andrea Palladio. Egli si oppose strenuamente all’unità d’Italia, che vedeva sottrarre territori all’Austria sua alleata, ma non solo subì lo smacco del 1861, ma dovette anche accettare la cessione del Veneto nel 1866.
Nel frattempo, nel 1862 abbracciò Antonio Fogazzaro.
Allo scoppio della prima guerra mondiale, fortemente voluta da Palladio, egli ebbe una sua pedina nel generale Cadorna, con lo scopo di rendere insicuro il confine lombardo-veneto, e permettere così all’Austria di riprendersi i territori che aveva perso cinquant’anni prima. A questo suo intento si devono infatti gli scarsi risultati nei primi anni di guerra, e la finale disfatta di Caporetto. Tutte le battaglie dell’Isonzo e le altre varie scaramucce, infatti, furono condotte con poca risolutezza dietro suo esplicito ordine. Tuttavia quando Cadorna venne sostituito da Armando Diaz (pedina di Maria Regina della Scala), Palladio, profondamente insoddisfatto, lo fece uccidere perché non aveva saputo svolgere al meglio il compito che gli era stato affidato. Lasciò comunque perdere questa sua illusione di restaurare ciò che era morto da tempo, rendendosi conto che stava solo inseguendo fantasmi del passato, e si concentrò nel contrastare i tentativi di invasione del Sabbat, che stava approfittando della copertura datagli dallo spostamento di truppe lungo le frontiere per movimentare i vari gruppi di invasione ideati per colpire i Domini leali alla Camarilla. Vi fu ora un forte periodo di influenza e strapotere dei Clan Patrizi, che permisero l’avvento della dittatura fascista. Palladio si schierò con il fascismo per non andare contro la volontà dei suoi alleati, benché non gli importasse molto delle ideologie nazi-fasciste. Fra alterne vicende il Dominio riuscì a superare la seconda guerra mondiale, nonostante subisse dei bombardamenti.
Nel 1946, Maria Regina della Scala entrò in Vicenza, decisa a destituire Palladio e a rivendicare la praxis nel Dominio. Vi fu un duro scontro tra i due Cainiti, ma alla fine, Palladio, con la forza delle Tradizioni (e di potenti alleati nei vari Clan patrizi) dalla sua, riuscì a scacciare Regina, minacciandola di una Caccia di Sangue se avesse osato mettere di nuovo piede nel suo Dominio.
Per un po’ di tempo Regina se ne andò davvero, ma rimase appena fuori dai confini di Palladio a covare vendetta. Si insinuò nel suo Dominio nascosta fra le ombre e con sembianze diverse si dedicò alla ricerca di informazioni; era il 1982. * vedi storia di Regina e Roderigo
Dopo l'intervallo di tempo in cui il Dominio era l'ultimo dei suoi pensieri, finalmente Regina ritornò a badare al Dominio, sul quale, nel frattempo aveva rilevato la praxis un’Ancilla del Clan Malkavian, Specchio. Tuttavia, dato il suo scarso potere, e la sua profonda connivenza con gli stessi, la zona fu presto invasa dagli anarchici, che minacciavano seriamente le due città. Dichiarato decaduto il Principe Malkavian (andato in torpore nel vicentino), Regina rivendicò la praxis per sé, e cominciò a sistemare le cose. Dopo una decina d’anni di lotte riuscì a contenere la minaccia anarchica, respingendola a poco a poco nella sola provincia di Verona; tuttavia, non volendo accontentarsi del solo Dominio di Vicenza, e desiderando poter avere il controllo anche della sua città natale, continuò a lottare, notte dopo notte, strada dopo strada.
Alla fine Regina giunse alla conclusione che per adesso le conveniva scendere a patti con gli anarchici se non voleva continuare a lottare per chissà quanti anni; così nel 1999, riuscì ad entrare in contatto con i loro capi: Lo Spagnolo, Chiara della Torre e Terence Red, tutti e tre Brujah. Dopo lunghe trattative e numerose minacce da parte di entrambi, Regina raggiunse un accordo, che prevedeva che gli anarchici rimanessero nell’estrema provincia occidentale di Verona. Nessuno dei Vampiri al di sotto della giurisdizione di Regina avrebbe interferito in quelle zone, a patto che nessun anarchico creasse problemi che avrebbero richiamato domande scomode dai principati vicini.Gli Anarchici accettarono; nemmeno a loro conveniva continuare a combattere per nulla, e questo era un buon modo per avere un territorio senza che qualcuno dei dintorni cercasse di prenderne possesso sterminando lui e i suoi Fratelli.
Nel 2003 Regina decide di ridare forza alla sua praxis proclamando la prima riunione ufficiale dopo la guerra contro gli anarchici.
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